Giove teatro
messa in scena in tre atti
durata 1 ora e 45 minuti 
regia di Roberto Panichi

Seconda replica, di “Un tram chiamato desiderio” al Nuovo teatro Vittoria Manzoni a Massarosa, Lucca
il 23 marzo, sabato, alle 21. Prenotate al 3381243783 anche WhatsApphttp://teatrovittoriamanzoni.blogspot.com/p/programma.html

“Un tram chiamato desiderio” di Tennessee Williams

Per gentile concessione della MTP Concessionari Associati s.r.l. (Roma)

Lo spettacolo

New Orleans, la città cosmopolita del profondo sud degli Stati Uniti d’America. Un giovane Tennessee Williams porta sulle scene di Broadway una vicenda dai lati torbidi, in cui la donna è protagonista, vittima e carnefice di sé stessa. “Un tram che si chiama desiderio” fa discutere già dalle origini: tematiche come l’omosessualità, il disagio mentale vengono esplicitate come, forse, mai prima d’allora. La critica si spacca, chi parla di genialità chi addirittura di oltraggio al pudore. Inizia la ricerca degli attori che interpreteranno l’ambigua Blanche ed il rozzo Stanley ma nessuno dei candidati sembra soddisfare le esigenze dell’autore. Tre giorni dopo il termine dei provini, in ritardo a causa degli imprevisti del muoversi in autostop, si presenta un giovane da poco diplomato all’Actor’s Studio che conquista letteralmente Tennessee Williams. Da allora Stanley Kowalsky avrà il volto del giovane Marlon Brando, immagine dell’ideale di uomo americano.

Il testo, di indubbia poesia, è un’irriverente immagine della società americana del dopoguerra. Stanley è un reduce di guerra, arrogante, maschilista e dai modi primitivi. Sua moglie Stella è follemente innamorata di lui, ne accetta i lati più negativi, anzi è proprio la sua irruenza che la attrae. La loro vita tranquilla viene sconvolta dall’arrivo di Blanche, la sorella maggiore di Stella. Seduttrice di natura, con un passato doloroso e fatto di scandali sessuali, amante dell’arte, della letteratura e del passato di nobiltà in cui è cresciuta. Lo scontro con Stanley è inevitabile: si stuzzicano, si annusano, si insultano fino ad arrivare alla resa dei conti finale. Due personaggi vivi e pulsanti, sulla scena e sulla carta.

In questa interpretazione della Giove teatro si sottolinea anche il sottile lato psicologico, fragile ed esplosivo di Stanley kowalsky, che non accetta che sua cognata Blanche possa deviare sua moglie Stella ad abbandonare la routine di una vita semplice per emanciparsi, fino a convincerla a tradire la stessa sorella, facendola ricoverare in un’istituto psichiatrico. Convince anche il suo migliore amico Mitch a non frequentarla più , raccontandogli di quello che ha sentito dire sul conto di Blanche. Mitch, rimasto solo ad accudire la madre morente, si invaghisce di Blanche, la quale cerca disperatamente di farsi sposare da lui per rifarsi la reputazione. Sul palco si respira per tutta la durata del dramma , una forte tensione avvalorata da Eunice che, come una grande madre con un marito, Steve, col complesso di Edipo darà man forte e tenere la situazione come in una partita di Poker; il giro che ha sette carte, conclusione e solito inizio di una vita irrecuperabile.
“L’importante è continuare a vivere, a ogni costo ma continuare a vivere”.
R.P.

PERSONAGGI /INTERPRETI

Blanche / Camila Bertoldo Turriani

Stanley / Francesco Grassi Niccolai

Stella / Rebecca Ramacciotti

Mitch / Fabio Barsella

Eunice / Lucia Paolini

Steve / Iacopo Crudeli

Assistente alla regia: Francesco Di Giusto

Tecnico audio-luci: Andrea Battisti

Regia / ROBERTO PANICHI

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